Il cervello di Hershel è stato pensato a Tor Vergata
Scritto da Emanuele Perugini   
Giovedì 14 Maggio 2009 14:01

Sono stati i ricercatori dell'Istituto di fisica dello spazio interplanetario (Ifsi) di Roma, un ente di ricerca che fa capo all'Istituto Nazionale di astrofisica (Inaf) ad aver sviluppato e messo a punto il software che gestisce i tre principali strumenti di osservazione imbarcati sul satellite Esa, Hershel. Si tratta del vero e proprio cervello pensante di bordo, quello che serve ad fare in modo che da Terra i ricercatori possano raccogliere tutte le informazioni raccolte dall'enorme specchio del satellite. "Per i primi sei mesi della missione - racconta Anna Maria Di Giorgio, responsabile del gruppo di ricerca Ifsi che è arrivata a Frascati al centro Esrin per seguire la diretta del lancio - dobvremo seguire per 24ore su 24 la missione del satellite. I primi sei mesi sono infatti quelli più delicati di tutta la missione perchè è in questo lasso di tempo che si collaudano tutti gli strumenti e si mettono a punto le verifiche necessarie". Il software messo a punto dai ricercatori romani avrà un ruolo stategico nell'economia e nel successo svcientifico della missione Esa. "Una volta che il satellite è in orbita nello spazio - dice Di Giorgio - l'unico modo che abbiamo perr migliorare le performance del satellite o per riparare eventuali danni è quello di intervenire sul software che fa funzionare gli strumenti. Di fatto è il vero cervello pensante della missione e l'unica parte del satellite su cui possiamo intervenire in caso di necessità".

 












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